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Speakeraggi

Canto nel doppiaggio dei film: che fare?

Se in precedenza abbiamo parlato della differenza tra uno speaker e un doppiatore, oggi ci soffermiamo su un aspetto dei film o documentari che viene spesso sottovalutato: il canto.

Capita spesso durante le riprese cinematografiche (senza contare i musical) di trovarsi l’attore impegnato in un’esibizione canora: dal più banale cantericcio sotto la doccia a un’audizione vera e propria, la storia del cinema mondiale è piena di storie di questo genere. Come avviene questo procedimento?

Differenze dal doppiaggio tradizionale

A differenza del doppiaggio tradizionale, del quale abbiamo già parlato qui, nel caso di un canto la situazione cambia leggermente: l’attore designato a prestare la propria voce ad altri non sempre è in grado di doppiare le parti cantate.

Generalmente in questo caso viene preferito un cantante professionista, il cui timbro di voce deve però sembrare quanto più possibile vocalmente simile all’attore. Spesso questa tecnica consente di non far neanche notare che si tratti in realtà di due persone differenti tra loro. 

Qualora, invece, si dovesse decidere di far cantare il doppiatore incaricato per i dialoghi parlati, quest’ultimo dovrà, oltre ad avere una voce intonata, essere in grado di trasmettere il senso della melodia. Per quanto tutto ciò possa sembrare relativamente semplice, non lo è affatto: deve essere dotato di un’ ottima tecnica e deve essere in grado di essere il più simile possibile alla lingua di origine.

Non sempre avviene il doppiaggio

Negli ultimi periodi, tuttavia, complice la sempre più crescente globalizzazione, la scelta più diffusa resta quella di non tradurre la parte cantata, consentendo così allo spettatore di godere della recitazione dell’attore, senza alcun tipo di artificio aggiunto.

Il doppiaggio dei film, dunque, presenta delle difficoltà estremamente oggettive e che possono essere sormontate, oltre che dalla bravura dallo speaker, anche in base alla diversa circostanza per la quale è richiesta l’interpretazione.

Nel caso di alcuni cartoni animati, è infatti impensabile lasciare la recitazione originaria in quanto i ritornelli sicuramente orecchiabili devono presto essere ripetuti e imparati a memoria dai più piccoli. Sicuramente differente risulta essere la condizione alla quale possono essere sottoposti i lungometraggi per adulti: la scelta, in questo caso, resta tutta della produzione.



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