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Traduzioni

Certificazioni che attestano una traduzione di qualità

“Se conosci una lingua straniera puoi tradurre”. In realtà non è proprio così. O meglio, se vuoi diventare un tradurre esperto è necessario, non solo che compia un percorso di formazione accademico o universitario, ma è ancora più consigliato che tu acquisisca delle certificazioni in grado di dimostrare al mondo del lavoro che hai delle competenze.

Il ruolo di una certificazione

Una certificazione, relativa ad un’agenzia di traduzione, è in grado di rassicurare i clienti circa la conformità ai requisiti stabiliti dalle norme specifiche per la qualità e per il settore dei servizi di traduzione; rende inoltre credibili gli impegni assunti, e ottimizza i tempi e l’impiego delle risorse, aumentando la produttività. La certificazione garantisce il rispetto delle leggi e favorisce il miglioramento continuo delle prestazioni.

Le certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 17100:2017

Le certificazioni più importanti sono due: la norma UNI EN ISO 9001:2015, riconosciuta a livello mondiale, per la certificazione del sistema di Gestione per la Qualità delle Organizzazioni di ogni settore produttivo e di qualsiasi dimensione, e la UNI EN ISO 17100:2017, una norma a carattere internazionale nella quale si definiscono i requisiti che i centri di traduzione devono ottemperare nell’esecuzione del servizio, con una specifica attenzione rivolta alla modalità dell’offerta proposta, al suo controllo di qualità e alla sua rintracciabilità.

I traduttori certificati in Italia e all’estero

Per quanto riguarda i traduttori madrelingua invece, spesso dagli enti esteri viene richiesta una certified translation (o traduzione ufficiale) oppure una traduzione realizzata da un certified translator: questo succede perché sono abituati che nel loro territorio esistono delle associazioni di traduttori riconosciute dal governo le cui traduzioni vengono perciò accettate come valide legalmente.

È il caso ad esempio dei traduttori certificati del NAATI (National Accreditation Authority for Translators and Interpreters) per l’Australia, o del ATA (Certified Translator Designation) per l’America o l’ Association of Translation Companies (ATC) per il Regno Unito.

In Italia invece, pur non esistendo un albo nazionale di categoria per le traduzioni, alcuni traduttori decidono di iscriversi come Consulenti Tecnici di Ufficio presso il tribunale della loro città. Questa iscrizione però non influisce sul valore legale conferito alle traduzioni, né dà loro maggiore autorità rispetto agli altri colleghi.



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