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quando è nato il doppiaggio
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Doppiaggio, quando è nato e qual è la sua storia

Con il termine doppiaggio si intende, come da definizione della Treccani, “quell’operazione con cui un film viene dotato di un sonoro diverso da quello originale, per eliminare difetti tecnici o di recitazione, o trasferire il parlato in una lingua diversa”.

Il suo significato, dopotutto, è ormai noto: a tutti è capitato più e più volte di guardare un film o un documentario doppiato dalla sua lingua originale in un’altra.

Una pratica sempre più radicata

A non essere conosciute sono le origini di questa pratica sempre più radicata all’interno del mondo cinematografico italiano, la cui storia inizia proprio con l’avvento e la diffusione di film provenienti direttamente d’oltreoceano.

Considerando anche la scarsa alfabetizzazione degli italiani durante quel periodo, ci si rese subito conto che l’unica soluzione possibile fosse quella di tradurre i dialoghi originari e di farli aderire al modo di parlare degli attori, senza però che questo procedimento fosse visibile.

Studi della Fox e primo esperimento

Negli studi californiani della Fox fu allora deciso il primo esperimento: il montatore Louis Loeffer e l’attore italoamericano Augusto Galli provarono a doppiare una scena del film Maritati ad Hollywood, ponendo la pietra miliare per la nascita ufficiale del doppiaggio.

Sebbene il lavoro svolto fosse deludente, da quel momento in poi le case cinematografiche iniziarono a ricercare attori italoamericani per la reinterpretazione dell’intero film. Questo obiettivo fu realizzato dalla Metro-Goldwyn-Mayer con Carcere: a partire da quel momento in poi la pratica ha continuato ad essere utilizzata, perfezionando sempre di più le sue tecniche.

Periodo fascista e controllo del doppiaggio

Con l’avvento del fascismo e della sua dittatura, tuttavia, il doppiaggio subì un arresto: il governo, contrariato dal fatto che venissero riprodotte delle pellicole straniere, ridusse notevolmente (non prima di averli controllati) tutti i film stranieri.

Per rimediare al problema, allora, a partire dagli anni 30 si iniziò a prediligere la proiezione di film muti, le cui scene venivano poi interrotte da lunghe didascalie.

Il decreto legge del 1932

Un’ulteriore modifica avvenne nel 1932, quando un decreto-legge stabilì che un film straniero per essere proiettato in Italia sarebbe dovuto essere doppiato necessariamente nello Stivale. È proprio nell’estate di quest’anno, quindi, che a Roma aprì il primo stabilimento italiano del doppiaggio.

Anni ’80 e professionalità

Il crollo del regime fascista ha dato un notevole impulso per la crescita di questo settore, che comunque dovrà aspettare gli anni ’80 per un’evoluzione e un perfezionamento delle tecniche di doppiaggio.



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