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sottotitoli o doppiaggio
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Film stranieri, meglio i sottotitoli o il doppiaggio?

La cultura cinematografica italiana è divisa nei confronti dei film stranieri da due scuole di pensiero: la prima che opta per il doppiaggio e la seconda che preferisce ricorrere ai sottotitoli.

Il doppiaggio in Italia

Il primo doppiaggio è stato introdotto nel ventennio fascista sia per permettere che il messaggio fosse comprensibile anche agli analfabeti sia per controllare politicamente eventuali film provenienti dall’estero e poco graditi.

Il ruolo dei sottotitoli

I sottotitoli, invece, hanno il compito di presentare il contenuto esattamente come viene mostrato nella lingua di origine e di renderlo fruibile attraverso i testi scritti nell’idioma di arrivo.

Qual è la tecnica migliore?

Il dilemma se sia meglio la sottotitolazione o il doppiaggio negli ultimi anni si è infervorato sempre più: c’è chi sostiene una tesi e chi un’altra

Qual è la soluzione migliore tra le due? In realtà non è possibile rispondere a questa domanda con precisione poiché la scelta varia in base alle preferenze e alle esigenze dello spettatore.

Ciò che è certo è che in Italia ci sono dei grandi professionisti in grado di interpretare alla perfezione (e in un’altra lingua) la recitazione dell’attore, senza che si perda l’intento comunicativo e senza che il labiale mostri ‘l’inganno’.

Altri, tuttavia, preferiscono ascoltare il testo in lingua originale sia per ascoltare le voci degli attori sia perché convinti che un minimo di espressione, nonostante la bravura dei doppiatori venga persa.

Più che esaltare i pregi del doppiaggio e della sottotitolazione, abbiamo deciso di ricordare i fattori negativi dell’uno e dell’altro metodo.

Limiti del doppiaggio

Oltre alla sostituzione della voce degli attori, un altro deficit del doppiaggio è che le voci sostitutive per quanto professionali non possano essere realistiche quanto quelle originali: tutti i doppiatori, ad eccezione di quando lo richiede il copione, risultano parlare con una voce troppo artefatta e incolore. Per rendere il discorso compatibile con quello del labiale degli attori, infine, potrebbe essere aumentata la finzione di quanto pronunciato.

Limiti dei sottotitoli

I sottotitoli, dopotutto, non sono esenti da difetti che possono rivelarsi altrettanto fastidiosi. Il primo deficit che presentano è sicuramente quello di distrarre l’attenzione dello spettatore dalla scena: per seguire i dialoghi si perderebbe tutto il contorno tanto ricercato e studiato dagli sceneggiatori e dal regista.

Nei casi dei dialoghi troppo veloci, inoltre, si potrebbe assistere ad alcune abbreviazioni che non sempre vengono capite dagli spettatori.

Come in gran parte dei casi, quindi, non è possibile etichettare l’uno o l’altro metodo utilizzato come quello più corretto. La risposta alla domanda di quale le due tecniche utilizzate è quindi a discrezione dell’utente.



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