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Traduzioni

Inglese-italiano, alcune difficoltà della traduzione

Nel mondo delle traduzioni italiane, la lingua più richiesta da tradurre resta sicuramente l’inglese. Questo idioma, come noto, è quello universalmente conosciuto come il più pratico e immediato per consentire di chiudere gli affari a livello globale.

La figura dell’interprete o del traduttore inglese è sicuramente quella più richiesta, motivo per il quale l’inglese viene studiato già a partire dai primi anni delle scuole primarie.

Insidie della traduzione

Ritenuta una lingua dalla grammatica abbastanza semplice, in realtà, la traduzione dall’inglese all’italiano riserva alcune difficoltà e insidie, come spiegato in questo articolo dai madrelingua di Kosmos.

Consigli sul come tradurre

Prima di addentrarci negli errori nei quali si potrebbe incorrere con una certa facilità, è importante sapere che il gesto di tradurre non deve mai essere fatto in maniera poco attenta. Questo atto, infatti, richiede, oltre che una buona conoscenza di entrambe le lingue, anche di riuscire a trasmettere intenzioni, sentimenti e tutte le eventuali sfumature di significato. Proprio per questo motivo i traduttori devono essere in grado di riuscire a non far perdere l’eleganza e l’intento iniziale del messaggio.

Inglese-Italiano e ‘falsi amici’

Tra le principali difficoltà che spesso vincolano una corretta traduzione ci sono i famosissimi ‘falsi amici’. Questi consistono in alcuni termini che, molto simili tra le due lingue, presentano in realtà dei significati completamente differenti tra loro. Ad esempio la parola ‘agenda’ in inglese indica l’ordine del giorno di una riunione, mentre il termine come inteso in italiano andrebbe tradotto con ‘diary’.

Phrasal Verbs

La vera difficoltà di chi invece deve tradurre dall’inglese all’italiano o viceversa riguarda i Phrasal Verbs La lingua anglosassone, infatti, presenta un uso eccessivo di queste frasi, che condensano in due parole dei termini che resi in italiano andrebbero tradotti con frasi intere.

Un buon traduttore, quindi, oltre a riconoscerle, deve essere in grado di essere in grado di adoperare sull’equivalente culturale in base ai singoli e diversi destinatari, che però non devono allontanarsi troppo dalla battuta originale e senza perderne l’impatto emotivo.

Questi sono solamente alcuni degli esempi nei quali possono imbattersi i traduttori, ma le insidie di questo lavoro è proprio nascosto e celato da queste difficoltà. Ed è proprio questo il bello di questo mestiere: la sfida continua tra la conoscenza di un idioma e di tutti i suoi neologismi e delle sue novità.



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