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Interpretariato, come certificare il proprio lavoro

A differenza di altri settori, in Italia la professione dell’interprete e del traduttore non è regolata da un albo professionale. Gli svantaggi di questa mancanza, dopotutto, ricadono tutti sul lavoro di chiunque voglia lavorare nel campo delle lingue poiché ogni persona, anche senza qualifica e competenza, può spacciarsi come un professionista dell’interpretariato.

In molti, infatti, si ergono a interpreti solamente poiché conoscono correttamente due lingue differenti. Sebbene questo sia un ottimo punto di partenza, tuttavia, non è l’unico: per praticare la professione dell’interprete servono tantissime altre competenze che possono derivare in seguito a un attento studio e una specializzazione in questo ramo.

Come fare dunque per imporsi come interprete attraverso le giuste certificazioni? Oltre ad una laurea in interpretazione o traduzione, esistono altre strade che consentono di provare la propria qualità di traduzione e interpretazione.

Certificazione UNI 11591:2015

Nata da qualche anno, la certificazione UNI 11591:2015 consente di definire in maniera precisa e puntuale i diversi profili professionali degli interpreti, che si distinguono in quelli di conferenza, in ambito giuridico, socio-sanitario e commerciale. Per ottenere questo attestato, bisogna sottoporsi ad un esame che consiste in una prova di interpretazione nella combinazione linguistica desiderata e in un pre-esame che consiste in un questionario di 20 domande a risposta chiusa finalizzato alla valutazione delle conoscenze rispetto ai compiti identificati. Infine, per ottenere la certificazione UNI 11591:2015 si dovrà partecipare a un colloquio finalizzato alla valutazione degli ambiti relazionali e professionali.

Istituzioni internazionali

Oltre alla certificazione UNI 11591:2015 si può anche attestare il proprio lavoro superando degli esami di accreditamento organizzati dalle istituzioni internazionali, come ad esempio quelle della NATO, ONU e Unione Europea. In base all’organizzazione scelta, l’interprete dovrà rispondere a degli specifici requisiti, che riguarderanno comunque specifiche competenze linguistiche.

Associazioni professionali

Sebbene manchi un albo vero e proprio, per tutelare la qualità del lavoro degli interpreti sono nate numerose associazioni professionali, che solamente in Italia sono presenti in modo decisamente copioso. Tra le più conosciute ci sono AIIC e AssoInterpreti.



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